Villa Pignatelli, Napoli - Riviera di Chiaia
Lieto cosė, affetti napoletani di primo Settecento



Ticket Intero € 15,00
Ridotto € 10,00
Simone Kermes soprano
Claudio Osele direttore artistico e concertatore
Enrico Casazza violino solista
Isabella Longo, Raffaello Tiseo violini
Luca Rocco viola
Giuseppe Mulè violoncello
Francesco Tomei contrabbasso
Marco Pesci tiorba e chitarra barocca
Andrea Perugi clavicembalo
Johann Adolf Hasse (1699-1783)
Sinfonia dalla serenata “Marc'Antonio e Cleopatra”
Spiritoso e staccato - Allegro - Grazioso
Nicola Porpora (1686-1768)
Tocco il porto - aria di Quinto Fabio dall’opera “Lucio Papirio”
Morte amara - aria di Quinto Fabio dall‘opera “Lucio Papirio“
Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)
Concerto per violino, archi e basso continuo in Si bemolle maggiore
Allegro - Largo - Allegro
Tu me da me dividi - aria di Aristea dall‘opera “L`Olimpiade“
……………………………………………………
Leonardo Leo (1694-1744)
Manca sollecita - aria di Cleonice dall‘opera “Il Demetrio“
Domenico Gallo (fl.18˚secolo )
"Follia" in sol minore per 2 violini, viola e basso continuo
Adagio - Andantino - Allegro - Adagio - Allegro
Giovanni Battista Pergolesi
Lieto così talvolta - aria di Farnaspe dall’opera “Adriano in Siria”
Johann Adolf Hasse
Come nave in mezzo all’onde - aria di Siface dall‘opera “Viriate“
Intense ricerche d’archivio sono alla base delle splendide pagine proposte nel concerto di stasera che vede una protagonista d'eccezione: il celebre soprano Simone Kermes. Il programma del concerto fa parte di un ampio progetto pluriennale, teso alla riscoperta della musica vocale e strumentale della scuola napoletana di primo Settecento, portato avanti da Claudio Osele, direttore artistico e maestro concertatore dell'ensemble Le Musiche Nove.
Maestro Osele come parte e da cosa nasce questo progetto?
Il progetto ha preso il via nel 2008 con un concerto de Le Musiche Nove tenuto al festival di Schwetzingen 2008 assieme a Simone Kermes. E’ quindi proseguito con la registrazione di una raccolta d’arie di Porpora, Hasse, Leo, Pergolesi e Vinci pubblicato da Deutsche Harmonia Mundi–Sony con il titolo Lava.
Può descriverci le caratteristiche che a suo avviso hanno reso celebre nel mondo la scuola napoletana?
Ci sono due aspetti da sottolineare a mio avviso per la scuola napoletana. Il primo è legato al rapporto fra musica e testo. La musica era assolutamente fondamentale nello stile della scuola napoletana per dare senso al libretto, e d'altra parte i libretti di Metastasio possedevano un'innata musicalità. Un'unione quindi abbastanza unica tra testo poetico e scrittura musicale in cui troviamo esaltazione della cantabilità e del teatro degli affetti. Il secondo aspetto invece riguarda il trionfo della voce umana, in primis quella dei castrati, ma anche delle grandi interpreti femminili, il cui linguaggio era basato sul grande virtuosismo vocale, le colorature ripetute, gli amplissimi salti melodici, le interminabili messe di voce.
Vediamo ora più da vicino i brani in programma. Troviamo Porpora Leo Pergolesi…
Accostare questi compositori rende subito evidente come le caratteristiche proprie di ogni compositore siano esaltate dall'uso di un linguaggio comune ricco di possibilità. Come dicevamo prima, in queste pagine la voce domina incontrastata. Ad esempio un’aria scritta per esaltare al massimo le doti tecniche del suo primo interprete è Lieto così talvolta, tratta dall’Adriano in Siria di Pergolesi. Per quanto sappiamo fu scritta da Pergolesi a diretto contatto con Caffarelli, uno dei castrati più famosi dell’epoca. Si può pensare quindi che i grandi fiati e le ampie linee melodiche presenti in essa, siano stati scritti in funzione delle tipicità tecniche di esecuzione e di stile che usava avere Caffarelli. Sempre di Pergolesi ascolteremopoiTu da me dividi, un’ aria di furore, straordinaria e brevissima, contrassegnata da una tensione costante ed escursioni dinamiche estreme. Un brano che possiede un'intensità molto particolare, dovuta anche al genio di Metastasio.
Avete inciso ed eseguirete questo programma a parti reali, come mai questa scelta?
Le parti reali sono un modo per dare maggiore libertà all'esecuzione e per dare più spazio agli aspetti improvvisatori che sono fondamentali in questa musica. Ogni singolo strumentista ha così una libertà e una responsabilità creativa.
Qualche parola su Simone Kermes, un soprano fuori dagli schemi, un nome noto agli appassionati del barocco…
Simone Kermes ha un'impressionante capacità improvvisativa e ciò fa sì che ogni concerto sia nuovo, diverso. Ogni strumentista deve essere sempre pronto a reagire a ciò che questa grande interprete crea.
La sua personalità è straordinaria, l'ampiezza della sua tessitura vocale è molto rara e riesce ad eseguire grandi virtuosisimi , questa è una ragione per cui riusciamo ad accostarci a questo repertorio senza difficoltà. Ma la sua grandezza risiede soprattutto nella capacità di eseguire le arie più drammatiche, le più patetiche, quelle con “meno note”, ma con un'intensità particolare che dà risalto alla qualità della musica.
a cura di Angela Fiore
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